interviste

Claudia Proietti, la scrittrice del proiettile One Shot One Kill

Il Mystfest di Cattolica di quest’anno è stato il palco della vittoria della 53° edizione del Gran Giallo Città di Cattolica da parte di Claudia Proietti, autrice romana che si è già fatta notare per aver vinto molti altri concorsi letterari di genere giallo e per questo… one shot, one kill. Seppur l’aspetto letterario del festival sia stato messo da parte, ciò non significa che il trionfo di Proietti sia da meno. Claudia Proietti non merita altro che un gran gregorio (un colpo di fortuna nel gergo romanesco, non a caso Proietti è di Roma) e, perché no, una raccomandazione da parte del maresciallo Rocca, il personaggio interpretato per lunghi anni da Gigi Proietti.

Claudia, parlami del tuo percorso di autrice.

Il mio percorso è cominciato presto. Ho scritto il mio primo libro, un romanzone gotico, a neanche diciotto anni. È stato anche pubblicato da due case editrici diverse ma ero davvero troppo giovane e ho lasciato stare per dedicarmi ad altro, a parte qualche collaborazione occasionale con riviste online. Poi nel 2021, per sostenere una onlus a cui tengo molto, ho scritto e pubblicato una raccolta di fiabe illustrate. L’anno dopo è uscito 2042, un fantasy/distopico e, nel 2023, ho esordito nel giallo/noir con il romanzo “La coscienza del male” a cui poi è seguito, nel 2024, “Il buio dietro le maschere”, tutti e due per Golem Edizioni. Nel frattempo, ho preso parte a numerose antologie di genere e partecipato a molti concorsi letterari, sia per romanzi che per racconti, con buoni risultati. Trovo che i racconti siano un bel modo per tenersi in allenamento e migliorarsi. Oltre alla scrittura di libri e racconti, però, mi piace anche lavorare dietro le quinte: sono nella redazione del magazine “Agatha. Donne che scrivono gialli” per il quale scrivo, traduco, intervisto e curo una rubrica e collaboro col sito Giallo e Cucina realizzando recensioni e interviste.

Nei prossimi tempi pubblicherai un romanzo? Nel senso, l’hai già scritto e sai con chi pubblicarlo?

Ho un progetto che sta cercando una collocazione da un po’ di tempo. Sono nella fase durante la quale si alternano ricerche e attese, ma so bene che per certe cose ci vuole il giusto tempo, anche quando quel tempo è davvero molto lungo.

Quale genere preferisci tra giallo, thriller e noir?

È una domanda un po’ complicata per me perché sono legata a tutti e tre i generi. Sono cresciuta leggendo i classici del giallo; Arthur Conan Doyle e Agatha Christie sono stati i miei genitori letterari, insieme a Ellery Queen. In adolescenza ho avuto il mio periodo thriller, in particolare quello psicologico della Highsmith e simili, anche con derive horror e fantasy divagando con penne più oscure come Lovecraft e Poe. Poi mi sono innamorata del noir, soprattutto dell’hard-boiled di Chandler ed Ellroy, anche se la mia dimensione l’ho trovata col noir francese di Izzo e, soprattutto, italiano di Scerbanenco, Machiavelli, Carlotto e Lucarelli. Quindi forse posso dire che il noir con sfumature di giallo è il mio genere di letteratura preferito.

Kenji Albani

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