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“La morte di Virgilio” di Hermann Broch

Opera dell’autore austriaco Hermann Broch, questo corposo, impegnativo e affascinante romanzo affronta e descrive le ultime ore di vita del grande poeta romano.

Mentre è in viaggio in Grecia al seguito di Ottaviano Augusto, Virgilio si sente male e viene ricondotto, su impulso dello stesso Augusto, d’emergenza in Italia.

Sbarcato a Brindisi, le sue condizioni si aggravano.

Nella stanza in cui è alloggiato dopo aver lasciato la nave che lo ha ricondotto in Italia, Virgilio, sentendo approssimarsi la propria morte e scontento della propria vita e della propria opera, prende la drammatica decisione di distruggere l’opera alla quale sta lavorando da anni, l’Eneide, e che è destinata a diventare il poema romano per eccellenza, degno di assurgere al livello dei grandi poemi omerici.

Ma disteso febbricitante sul suo letto, Virgilio non può saperlo né immaginarlo.

Circondato dalle allucinazioni che la sua mente stanca gli restituisce, egli parla con personaggi immaginari – il fanciullo Lisania, l’amata Plozia – che concordano con lui nella decisione presa.

A nulla serviranno le parole dei fedeli amici Plozio e Lucio Vero, che solleciti gli sono corsi accanto sapendolo malato, toccherà ad Ottaviano convincere il poeta a rinunciare al suo folle proposito ead assicurare così a Roma ed ai posteri la bellezza ineguagliabile dei suoi versi.

Scritto nei drammatici giorni del regime nazista durante i quali l’autore fu arrestato prima di poter fuggire a Londra e poi negli Stati Uniti dove l’opera fu poi conclusa, il romanzo venne pubblicato nel 1945 e in Italia nel 1962 per Feltrinelli.

La lettura è impegnativa, si è detto, ma straordinariamente affascinante.

La scrittura è ricchissima, prolissa e veramente poetica.

Alcuni passi in particolare – il lungo dialogo con Ottaviano, gli scambi di parole commosse con gli amici Plozio e Lucio e soprattutto le visioni deliranti che accompagnano gli ultimi momenti del poeta portandolo in una sorta di mondo immaginario in cui realtà, memoria e sogno si mescolano – raggiungono vette di letteratura altissime che rendono queste pagine un tesoro inaspettato e prezioso della letteratura del Novecento.

Vittoria Caiazza

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