“È andata bene, ragazzino” di Anthony Hopkins – Longanesi 2025
… “Di cosa parla?” chiesi.
“Si intitola Il silenzio degli innocenti. Hanno preso un regista americano, Jonathan Demme. Uno bravo”.
“Il silenzio di chi?” chiesi.
“Il silenzio degli innocenti”
“E’ un film per bambini?”
Questa fu la reazione di Anthony Hopkins quando il suo agente gli annunciò che stava per inviargli la sceneggiatura di un nuovo lavoro cinematografico al quale avrebbe dovuto partecipare.
Per chi conosce il film e il calibro dell’attore di cui stiamo parlando queste parole fanno assolutamente sorridere.
Decisamente, infatti, Il silenzio degli innocenti – in lingua originale suonava come Il silenzio degli agnelli – non era un film per bambini, ma in quel momento Hopkins non poteva ancora saperlo. Sarebbe rimasto poi affascinato dopo la prima lettura di quella sceneggiatura, capendo subito che quel film sarebbe stato la svolta della sua carriera.
Allo stesso modo se da questo libro se ne dovesse trarre un film non sarebbe quello di una storia semplice, lineare, con uno scontato lieto fine. Eppure, lo posso assicurare, ne uscirebbe indubbiamente qualcosa di estremamente affascinante.
Perché la vita di Anthony Hopkins, classe 1937, di origine gallese, conosciuto oggi come uno dei più grandi attori di Hollywood, è stata difficile e tormentata. Ricca di cadute, di sbagli, di errori – sia nella sfera professionale che in quella privata – che l’attore confessa in maniera piena e consapevole in questa sua lunga e profonda autobiografia, conscio di quelle che sono state le sue responsabilità.
Una vita lunga, costellata di successi, ma anche di dolori, che affascina il lettore di queste pagine.
Dagli esordi nei teatri inglesi, dopo anni tormentati e non gratificanti trascorsi sui banchi di scuola in cui era apparso più come un “inetto” che come un vero genio, fino al film svolta – Il silenzio degli innocenti, appunto, per cui vinse un Oscar come miglior attore protagonista insieme a Jodie Foster, Oscar per lo stesso film come miglior attrice protagonista – e ai grandi ruoli di Hollywood, attraverso una drammatica dipendenza dall’alcool che lo portò quasi in punto di morte e che compromise sia molte occasioni professionali che i suoi rapporti privati, la vita di Anthony Hopkins si snoda per più di ottant’anni fra inevitabili dolori, ma anche momenti di profonda consapevolezza e redenzione.
La fuga dal tunnel dell’alcolismo, superato con grande impegno e coraggio, i tre matrimoni, il difficile rapporto con la figlia avuta dalla prima moglie sono raccontati dal due volte Premio Oscar – 1992 Il silenzio degli innocenti, 2021 The father – con grande umiltà e restituiscono l’immagine di un uomo vero e fragile, per questo straordinariamente vicino al lettore, piuttosto che di un lontano e perfetto divo di Hollywood.
Un libro inaspettatamente vero che vi permetterà di apprezzare ancora di più questo straordinario artista.
Vittoria Caiazza
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