Premio Strega 2026: annunciati i dodici romanzi in concorso
Sono stati annunciati lo scorso 1° aprile, come di consueto, i dodici titoli che concorreranno alle fasi finali del Premio Strega 2026.
Si tratta, come da regolamento, di dodici romanzi usciti in prima edizione nell’ultimo anno, e più esattamente fra il 1° marzo 2025 ed il 28 febbraio 2026.
Gli autori selezionati sono: Maria Attanasio con La Rosa Inversa (Sellerio), Ermanno Cavazzoni con Storia di un’amicizia (Quodlibet), Teresa Ciabatti con Donnaregina (Mondadori), Mauro Covacich con Lina e il sasso (La nave di Teseo), Michele Mari con I convitati di pietra (Einaudi), Matteo Nucci con Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli), Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (Einaudi), Bianca Pitzorno con La sonnambula (Bompiani), Christian Raimo con L’invenzione del colore (La nave di Teseo), Elena Rui con Vedove di Camus (L’orma), Nadeesha Uyangoda con Acqua sporca (Einaudi) e Marco Vichi con Occhi di bambina (Guanda).
Scelti dal Comitato direttivo tra le 79 opere proposte dagli “Amici della domenica”, ovvero il gruppo di lettori che effettua la prima cernita fra le novità editoriali, i romanzi giunti a questa fase si contenderanno quello che è a tutti gli effetti il premio letterario italiano più prestigioso e, perché no, più discusso del nostro panorama culturale.
Da Elsa Morante (L’isola di Arturo, vincitore nel 1957) a Cesare Pavese (La bella estate, vincitore nel 1950), da Natalia Ginzburg (Lessico famigliare, vincitore nel 1963) a Primo Levi (La chiave a stella, vincitore nel 1979), da Umberto Eco (Il nome della rosa, vincitore nel 1981) fino ai più vicini Antonio Scurati (M. Il figlio del secolo, vincitore nel 2019) o Donatella Di Pietrantonio (L’età fragile, vincitore nel 2024), giusto per citarne alcuni, il Premio Strega, fondato nel 1947, nel corso dei decenni è stato conferito ad alcuni dei nomi più importanti della nostra più recente storia letteraria.
Quest’anno i titoli in corsa per il premio e scelti dal Comitato direttivo rilanciano, come affermato anche da Melania G. Mazzucco, facente parte della giuria ed a sua volta vincitrice del premio nel 2003 con Vita, il grande romanzo della nostra tradizione, basato in particolare su narrazioni autobiografiche e memorie familiari.
Un gradito ritorno ad un genere di scrittura che la Mazzucco non ha esitato a ricondurre al romanzo storico, un genere ampio e complesso che spazia dalla visione più ampia della storia, intesa nel senso letterale del termine, a quella più intima del protagonista che spesso assiste ad eventi di cui si fa narratore.
Le prossime tappe vedono la designazione dei finalisti il 3 giugno a Benevento e la proclamazione del vincitore assoluto che quest’anno avverrà l’8 luglio nella stupenda cornice del Campidoglio a Roma.
Vittoria Caiazza
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