Iran, la guerra del petrolio
Lo scoppio della guerra in Iran e la conseguente chiusura dello stretto di Hormuz hanno avute molte ripercussioni su tutto il mondo, soprattutto per quanto concerne il petrolio e il suo prezzo. In particolare, l’Iran ha sfruttato la sua posizione geografica per impedire alle navi di attraversare lo stretto, facendo così impennare il prezzo del greggio. Come riportano i dati di Infront Italia, l’oro nero si aggirava attorno ai 70 dollari al barile negli ultimi giorni di febbraio, ma, già a inizio marzo, il costo è aumentato. Di fatto, proprio l’ultimo giorno del mese, dopo 32 giorni dall’aggressione israelo-americana ha raggiunto il picco di 120$ al barile.
Il greggio, però, non è importante solo per i Paesi del Medio Oriente e la chiusura dello stretto ha avuto ripercussioni a livello mondiale. Infatti, il “gomito” d’acqua è transitato dal 20% delle esportazioni petrolifere annuali ed è anche l’unica via marittima per raggiungere alcuni Paesi del Golfo, come Iraq, Qatar, Kuwait e Bahrein.
L’aumento dei prezzi non ha colpito solo noi europei, ma anche gli americani stessi. Infatti, anche sui social sono stati condivisi diversi video denigratori nei confronti di Trump e della sua decisione. Secondo quanto riporta El País, la benzina ha raggiunto i 4 dollari al gallone, circa 0,90 centesimi al litro, anche se per noi è poco o nulla a confronto. Il problema, oltre al costo, è la quantità disponibile e proprio per questo United Airlines ha annunciato che pianificano di aumentare i prezzi dei biglietti aerei del 15 o del 20% per l’aumento del costo del cherosene. Di fatto, la compagnia aerea americana non è la sola a dover affrontare questo problema. In particolare, anche Ryanair ha annunciato che prevedono di cancellare i voli interni alla Germania per le tratte per cui è disponibile anche un collegamento ferroviario. Infatti, anche l’amministratore delegato Michael O’Leary ha voluto sottolineare che le scorte basteranno fino a fine maggio, ma già a giugno potrebbero esserci problemi di approvvigionamento. Secondo le sue affermazioni, la Gran Bretagna sarebbe la nazione più in difficoltà visto che si riforniva dal Kuwait, ma anche per l’Europa non è una questione da poco visto che per tornare alla normalità ci vorrebbero comunque dei mesi.
Attualmente però, mentre molti Paesi faticano, alcuni sono stati avvantaggiati dalle proprie politiche interne precedenti all’aggressione ai danni dell’Iran. La Spagna, di fatto, sembra che riesca a gestire la situazione critica grazie al proprio rifornimento energetico, il 60% del quale proviene da fonti rinnovabili. Inoltre, sembra che la contrarietà di Pedro Sanchez, primo ministro spagnolo, nei confronti dell’attacco americano, sia stata d’aiuto guadagnandosi così la simpatia degli iraniani. Anche la Cina, uno tra i più grandi partner dell’Iran, era già a un buon punto grazie alle macchine elettriche e, per questo motivo, non sta risentendo troppo della chiusura dello stretto. Per di più, prevedendo una situazione del genere, Pechino non ha fatto come Tokyo e ha differenziato le sue forniture di carburante. In particolare, il Dragone ha accordi con ben 8 Paesi, tra cui la Russia, con i quali è riuscita ad attutire la chiusura dello stretto di Hormuz.
Finché il passaggio delle navi sarà impedito dalle autorità iraniane, i prezzi non potranno far altro che rimanere così alti, se non peggio. Secondo cargopedia.it, infatti, i prezzi per la benzina si aggirano attorno al 1,69€/l, per il gasolio invece è circa 1,88€/l. Tuttavia, come ben sappiamo, sia la benzina che il diesel in Italia superano la media, nonostante il taglio temporaneo delle accise. Benché il taglio stia aiutando molti italiani, si spera che l’Iran e gli Stati Uniti raggiungano un accordo, anche perché la riduzione dei prezzi è prevista fino al 1° maggio. Attualmente non si sa ancora come possa concludersi questa guerra, ma in molti sperano nella riapertura dello Stretto, soprattutto per provare a tornare a una situazione di normalità in questa realtà sempre più legata al panorama sempre più internazionale.
Matteo Boschetti
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