interviste

Il falco, il cobra e Furio LC Rex

Sono passati quasi nove anni dalla scomparsa del maestro del thriller apocalittico all’italiana, Alan D. Altieri, nome d’arte di Sergio Altieri. Altieri, editor Mondadori, molto letto dagli amanti del thriller d’azione, ha lasciato un’impronta così rilevante che gli è stato intitolato il Premio Altieri per romanzi di spionaggio scritti in lingua italiana. Chi vince il concorso viene pubblicato nella collana da edicola Segretissimo ed entra di diritto nella Legione straniera, termine coniato da Stefano Di Marino, un altro grande.

Posta questa premessa, l’autore Furio LC Rex ha appena vinto la IX edizione con il romanzo “Il Falco e il Cobra”. Furio ha risposto ad alcune domande in proposito.

Hai appena vinto il Premio Altieri. Come ti senti? Hai faticato molto?

Innanzitutto saluto i lettori de “Il Cappuccino” e ti ringrazio per questa occasione di parlare del mio recente successo al Premio Altieri. Vincere un premio di prestigio non è mai facile. A me è capitato dopo ben otto anni di tentativi, prima nel mondo della fantascienza, con ben due finali al Premio Urania e qualche citazione in altri concorsi… e alla fine ci sono riuscito con l’Altieri. Di sicuro è stata una bella iniezione di fiducia, proprio nel momento in cui iniziavo a pormi dei dubbi.

Parlami della tua vita e del tuo rapporto con la scrittura.

Purtroppo, a causa della mia professione, ho sempre meno tempo per scrivere. Di solito cerco di sfruttare le serate in cui mi sento meno stanco, spesso scrivo di mattina molto presto e altre volte lo faccio nei fine settimana. “Il Falco e il Cobra”, il romanzo con cui sto esordendo nel mondo della spy-story e del thriller d’azione, l’ho scritto durante la mia permanenza negli Stati Uniti, dove ho potuto avvalermi di consulenti di prim’ordine nel campo della guerra aerospaziale.

Perché ti piace scrivere quel che scrivi? Intendo prima fantascienza, poi spionaggio.

Scrivo fantascienza perché ne sono da sempre appassionato. Ho iniziato da bambino, inventandomi storie tutte mie, fino a quando ho ripreso a scrivere per sfogo personale e scaricare lo stress. Dopo aver concluso il ciclo di fantascienza militare e space opera “I predatori di Oran”, ai quali si era aggiunto lo spin off young adult “Diamond Quest”, ho sentito il bisogno di cimentarmi in qualcosa di diverso. Ne “Il Falco e il Cobra” ho anche riversato la mia esperienza, più che trentennale, nel campo delle operazioni aeree. Come avevo già annunciato in passato, si tratta di un romanzo di genere techno thriller, in stile Tom Clancy. È una storia di spionaggio e di aviazione cui tengo tantissimo perché si basa su temi di grande attualità come la guerra in Ucraina e l’ascesa del gruppo dei mercenari del Gruppo Wagner che spero piacerà a un pubblico vasto.

Kenji Albani

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