Quando tornerà in bici Tadej Pogačar?
È questa la domanda che accompagna le ore successive al ritiro dello sloveno dalla Vuelta a España 2026. Il campione del mondo è stato costretto ad abbandonare la corsa dopo una caduta che gli ha provocato diversi traumi, tra cui una frattura della clavicola sinistra e una frattura della settima vertebra cervicale C7.
Un quadro che impone prudenza e che rende ancora incerti i tempi del possibile rientro. Al momento, infatti, non è possibile stabilire con certezza quando Pogačar potrà tornare ad allenarsi e, soprattutto, quando potrà nuovamente gareggiare.
La caduta alla Vuelta ha costretto Pogačar a fermarsi. Il corridore sloveno ha riportato una commozione cerebrale, la frattura scomposta della clavicola sinistra, una frattura stabile della vertebra C7 e diverse abrasioni. Subito dopo l’incidente Pogačar aveva provato a rialzarsi, ma le condizioni fisiche non gli hanno consentito di riprendere la bicicletta. L’infortunio alla clavicola richiede un intervento per ridurre e stabilizzare la frattura. Tuttavia, a preoccupare maggiormente gli specialisti è soprattutto la componente cervicale dell’infortunio. La frattura della settima vertebra cervicale rappresenta infatti un elemento che deve essere valutato con particolare attenzione prima di qualsiasi ipotesi sul ritorno in bicicletta.
Il punto centrale della situazione riguarda proprio la frattura cervicale. Il dottor Paolo Baudi, specialista in chirurgia della spalla e responsabile della Shoulder Clinic di Modena, ha sottolineato a La Repubblica i rischi legati a un eventuale rientro prima della completa guarigione.
“Fino a completa guarigione sarebbe molto pericoloso per lui tornare in bici: in caso di nuova caduta rischierebbe molto, persino la paralisi. Potrebbe non ricevere l’idoneità finché non sarà totalmente guarito”.
È ancora presto per indicare una data precisa. La priorità sarà completare il percorso medico necessario per la clavicola e monitorare la guarigione della vertebra C7. Soltanto successivamente sarà possibile valutare il ritorno agli allenamenti e, in un secondo momento, quello alle competizioni. Alcuni specialisti, però, non hanno escluso completamente la possibilità di rivedere Pogačar in gara nel finale della stagione.
Il dottor Alfredo Falchi, direttore del servizio di ortopedia-traumatologia dello sport e riabilitazione del Gruppo Iseni Sanità, ha lasciato aperta questa possibilità, pur sottolineando l’importanza dei dovuti condizionali: “La stagione di Tadej Pogačar potrebbe non essere finita. Le fratture cervicali sono importanti perché possono lasciare un deficit funzionale. Però, visto anche il collare che gli hanno messo, quella di Pogacar non dovrebbe essere una grande cosa. Probabilmente è di un processo trasverso. Non mobile e non grave”.
Mondiali, Europei e Lombardia: Pogačar può ancora correre?
La Vuelta 2026 è stata vinta dallo spagnolo Enric Mas che fino a prima della caduta del fuoriclasse sloveno era secondo in classifica .
Da sottolineare il secndo posto dello sloveno – e dunque connazionale di Pogačar – Primoz Roglic, che n carriera ha vinto quattro Vuelte vinte e un giro D’Italia.
Il Mondiale è in programma il 27 settembre, mentre gli Europei si svolgeranno il 2 ottobre in Slovenia. Il finale di stagione prevede poi il Giro di Lombardia del 10 ottobre, una delle gare più importanti per il fuoriclasse sloveno. Proprio la corsa di casa potrebbe rappresentare, almeno sulla carta, uno degli obiettivi più suggestivi qualora il recupero procedesse rapidamente.
Se conosciamo bene Pogačar si può giurare che oltre che nelle classiche primaverili si imporrà con tutta probabilità sui giri a tappe a cui deciderà eventualmente di partecipare; ed è facile immaginare che sarà ai nastri di partenza della Vuelta 2027, l ‘unica delle grandi corse itinerante in cui non è ancora mai riuscito a imporsi.
Stefano Marino
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