Noi e le comunità rom. Superare i pregiudizi.
Migliaia sono ormai le famiglie rom che popolano la nostra regione. Originari dell’India i rom, da sempre percepiti con sospetto e diffidenza, sono una realtà etnica presente da anni nel nostro territorio: di certo non si può togliere loro il diritto a una fissa dimora, come forse piacerebbe a qualcuno.
Quelli stabilitisi nella città di Cosenza hanno dovuto adattarsi, nel corso del tempo, a cambiare più volte zona di insediamento, levando e piazzando le tende un po’ più in qua o un po’ più in là secondo quanto imponevano le varie ordinanze comunali. Invisibili per tanti, chi sono veramente i rom? Sono uomini, donne e bambini aperti a sposare la cultura del Paese che li ospita, tanto lontano da quello da cui provengono, e a mescolarla con la loro, molto più di quanto lo sia il Paese che li ospita a condividerla con essi. Questo capita anche nella nostra regione, non ci sono dubbi: emblematica, in proposito, è la testimonianza resaci da una rom giovanissima, occhi grandi e pieni di allegria, palesemente contenta del fatto di essermi fermata a sorseggiare un lungo caffè in sua compagnia.
“Sono una ragazza di tredici anni, arrivata in Calabria due anni fa. Vivo in questa città in compagnia della mia famiglia e dei mie sei fratelli . La vita di un rom è una vita diversa, fatte di rinunce e di privazioni. Sono una ragazza intelligente e capace, mi piacerebbe andare a scuola, ma devo pensare a mio fratello che deve mangiare e al più piccolo, che ha solo due anni.” Non mi accettate, ma mi piace vivere ugualmente in mezzo a voi. Queste sono le parole della ragazza: spaccato di un disagio quotidiano, compensato dalla voglia di vivere. Qui. Il razzismo: un’assurdità pensare che in un mondo sempre più multietnico come il nostro ne permangano ancora sacche ben coriacee.
Troppo facile addossare crimini agli “estranei”. Troppo facile giudicare anziché guardare oltre gli steccati culturali. Eppure, a ben guardare, in termini di tolleranza il nostro Paese è messo anche meglio di altri: attualmente, anzi l’Italia è una delle pochissime nazioni al mondo pronta a offrire asilo agli enormi flussi di immigrati . Nonostante tutto qui possiamo (vogliamo) permetterci il lusso di prenderci il tempo per confrontarci con un rom, per sorseggiare un caffè insieme a lui, per dare spazio al dialogo, e far sì che la diffidenza si allenti, almeno un po’. I rom, e gli immigrati in generale, una minaccia sociale? Ma magari sono quella minore, in un contesto in cui il tessuto familiar-comunitario si sfascia, e i reati dovuti al malessere sociale superano di gran lunga quelli di natura più propriamente criminale. Siamo una società malata, sempre meno felice. Gli occhi pieni di entusiasmo di quella ragazza sono da invidiare, perché trasmettono una gioia di vivere che non conosciamo più da tempo. Vivere “sulla strada” è difficile, ma tutto si supera se si è sostenuti dal desiderio di poter amalgamarsi in un mondo e in una società che sono quelli in cui si sogna di integrarsi. E soprattutto se si è supportati (e confortati) da legami familiari forti.
Maria Simona Gabriele
Leggi anche al link https://madmagz.app/viewer/6a3f9dd6cf1b8e0013ac6217
