musica

Fra Guerra e Pace – Pippo Pollina (Jazzhaus Records 2025)

Pippo Pollina, cantautore impegnato con una fervida produzione discografica, molto amato all’estero e in tutta Europa, torna con un album temporalmente perfetto, capace di schierarsi (per scelta umana e artistica) con chi patisce e soffre i disastri dei conflitti.

“Fra Guerra e Pace” è un manifesto intenso e ricco, che sceglie sia la strada del folk, sia l’eleganza di composizioni pianistiche e orchestrali. La vita quotidiana, spesso in rima con “resistenza” è il filo conduttore di brani come Vigolais e Il volo del colibrì. Una voce battagliera, viva, che in Free Palestina si fa domanda straziata e straziante sul perché della guerra.

La notte dei cristalli è un salto nel passato che riprende i temi della Shoah in modo minuzioso e coscienzioso. Il brano si avvale anche della partecipazione di Julina e Madlaina, creando un ponte di memoria storica che abbraccia il presente; d’altronde, come ci ricordava Primo Levi:

“È accaduto, quindi potrebbe accadere di nuovo.”

La cover in bianco e nero (di gucciniana memoria) è un focus sul passato che ci ricorda quanto siano state — e siano ancora — importanti le orchestre e le bande per il nostro Paese. Un “abito” scelto non a caso per un album capace di dimostrare la propensione di un artista a “sporcarsi le mani”, mettendone in luce il coraggio e lo spirito di denuncia.

Un progetto non comprimario nel mare magnum della musica odierna, ma che merita un’attenta e doverosa riflessione: fortunatamente ci sono ancora artisti che mantengono viva la passione e l’amore per la coscienza civica e civile.

Sergio Cimmino

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