libri

Napoli capitale dell’anima, di Marino Niola – Raffaello Cortina

La Capitale dell’anima, sottotitolo Perché Napoli è un’eccezione, è l’ultimo libro scritto dall’antropologo Marino Niola.

Napoli è molto di più di una città. È uno spazio interiore dove l’anima trova il suo rifugio, in una fitta rete di mediazioni tra naturale e soprannaturale, tra sacro e profano, tra vivi e morti. Dalla Napoli barocca del Cunto de li cunti a Caruso, dal teatro di Eduardo a Io speriamo che me la cavo, dalla Smorfia alla Pelle di Curzio Malaparte, da Totò a Maradona: la magia di Napoli parla a tutti noi. Le sue strade, i suoi volti e le sue tradizioni diventano simboli di un’esperienza umana che va oltre i confini fisici della città. Il racconto di Marino Niola ci invita a esplorare il lato più intimo di Napoli, “che ha il disincanto negli occhi e l’iperbole sulle labbra, la misura nella mente e la trafittura nel cuore. La tana perfetta di un popolo che ha l’esagerazione nel genoma”. Un luogo che parla all’anima e invita a un confronto autentico con se stessi e con il mondo.

È la più misteriosa città d’Europa, è la sola città del mondo antico che non sia

perita come Ilio, come Ninive, come Babilonia. […] Napoli è una Pompei che

non è stata mai sepolta. Non è una città: è un mondo. Il mondo antico,

precristiano, rimasto intatto alla superficie del mondo moderno.

CURZIO MALAPARTE, La pelle

Credo che nessuna città al mondo possa piacermi più di Napoli. L’Antichità classica brulica, nuova di zecca, in questa Montmartre araba, in questo enorme disordine di una kermesse che non ha mai sosta. Il cibo, Dio e la fornicazione, ecco i moventi di questo popolo romanzesco. Il Vesuvio fabbrica tutte le nuvole del mondo. Il mare è blu scuro. Scaglia giacinti sui marciapiedi.

JEAN COCTEAU

Queste splendide citazioni le troviamo all’inizio del libro   .

Serena Dandini nota conduttrice nonché scrittrice, lo scorso mese di giugno   nella sua rubrica su “Io Donna” ha parlato del libro dell’antropologo .

“Ci vuole talento e coraggio a scrivere un libro su Napoli che non sia retorico e non enumeri stancamente una sequela di stereotipi, ma Marino Niola ci è riuscito”. Questo l’incipit del pezzo della conduttrice romana.

Niola ci offre un libro che è un banchetto opulento, un pranzo di matrimonio ricco e sfarzoso proprio come usa in quella latitudine. Capitolo dopo capitolo si passa dalla passione per la musica e il teatro al teatro vivente, che è la strada con i suoi vicoli, che sembrano le scenografie di cartapesta di un’eterna sceneggiata.

Fino al simbolo massimo della città, il patrono indiscusso San Gennaro, protettore nobile che ha difeso Partenope dalle eruzioni del Vesuvio, ma dopo l’avvento di Maradona non è più solo nel pantheon cittadino. Ha dovuto condividere il trono con l’argentino riccioluto, anzi fondersi con lui in una nuova figura epica che veglia su tutti i quartieri: il “San Gennarmando” con il corpo di San Gennaro e la testa di Dieguito. Ma, come ci spiega l’autore, a Napoli vige la legge del presepe che tutto abbraccia e nessuno esclude.

Napoli sempre presente in location per film pubblicità, eventi internazionali come la prossima Edizione della Coppa America, massima rassegna nel campo velistico.

Sarebbe riduttivo chiamare Napoli solo una città, ci troviamo piuttosto di fronte a un luogo dell’anima, a un’entità metafisica che ispira leggende e sprigiona fantasmi, entità la cui energia è ancora presente nell’aria salmastra: una forza magica che non si può non respirare restando per sempre stregati come tutti i grandi scrittori e artisti che nei secoli l’hanno immortalata come i devoti di un culto pagano”, prosegue Serena Dandini, che pur non essendo napoletana ha lavorato per diverso tempo nella città del  Vesuvio.

Un’opera suddivisa in capitoli che abbracciano tutti gli aspetti della cultura partenopea; condimento connettivo è naturalmente l’arte, vera identità di un intero popolo: si va dai De Filippo a Caruso a Pino Daniele a Totò fino a Massimo Troisi. Non può mancare neppure Maradona citato nel film di Sorrentino “La Mano de Dios” Insomma: Napoli in tutte le sfaccettature.

Il dio di Napoli

La mano de Dios

“Io speriamo che me la cavo”

Thomas Belmonte, un americano a Napoli

La macchina del pianto

La città cantante: da Partenope a Enrico Caruso

Il blues del nero a metà

I De Filippo: la vita in scena

“Te piace ’o presepio?”

Il principe della risata

Sotto la maschera di Pulcinella

Mimì dal fondo del pozzo

Le sirene di Basile e Malaparte

Roberto De Simone tra i vicoli di Napoli

Ritratti di voce e di luce

Una città che dà i numeri

Anime in pena: Jan Fabre in purgatorio

Le zeppole di Goethe

Sapore di Napoli

Stefano Marino

Marino Niola è professore ordinario di Antropologia dei simboli all’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa e condirettore del Museo virtuale della dieta mediterranea e del MedEatResearch. Per Raffaello Cortina ha pubblicato anche L’Italia dei miracoli (2024) e Big Man (2025).

Stefano Marino

Leggi anche al link https://madmagz.app/viewer/6a68ea4578c41e00139daaa2

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *