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La signora Van Gogh di Caroline Cauchi (Piemme 2023)

Chi ha avuto il merito indiscusso di aver fatto conoscere al mondo il talento di quello che oggi è considerato a tutti gli effetti uno tra i più grandi pittori della storia dell’arte mondiale, Vincent Van Gogh? Incredibile a dirsi, fu una donna. Una donna molto vicina al pittore e che ben conosceva la sua storia ed il suo percorso artistico, ma soprattutto il legame fortissimo che lo legava al fratello Theo, presenza imprescindibile e fortissima nella vita di Vincent. La donna in questione è Johanna Bonger, moglie di Theo e quindi cognata di Vincent, e questo romanzo racconta la sua storia.

Nel libro a firma di Caroline Cauchi Johanna, olandese di nascita come i due fratelli Van Gogh, giunge a Parigi in fuga dal suo paese natale a causa dello scandalo scoppiato per un amore finito male e qui conosce Theo e se ne innamora corrisposta. Amare Theo e poi sposarlo significa per la donna inevitabilmente accettare che nella propria vita entri anche il fratello Vincent, uomo inquieto e controverso che da Theo dipendeva economicamente. Era Theo, infatti, mercante d’arte, che manteneva il pittore e tentava, anche attraverso il suo lavoro, di vendere le sue opere. Il rapporto che univa i due fratelli era da sempre fortissimo e non s‘incrinò neppure quando Theo sposò Jo e ne ebbe poi un figlio.

Vincent continuò a rivolgersi a lui fino ai tragici giorni successivi al litigio con Gauguin ed al taglio dell’orecchio, ma soprattutto fino al tragico epilogo del suo suicidio e della sua morte e Theo, nonostante la nuova vita che aveva intrapreso accanto alla moglie, non riuscì a lasciarlo andare e lo seguì morendo a sua volta pochi mesi dopo.

L’immensa mole delle opere di Vincent e soprattutto le lettere – bellissime, intime e profondamente intense e toccanti – che nel corso degli anni i due fratelli si erano scambiati rimasero nelle mani di Jo, la cui missione, da amante dell’arte ed in nome dell’affetto che l’aveva legata ai Van Gogh, divenne quella di far conoscere al mondo il talento ed il genio del cognato. E ci riuscì.

Il libro, forte anche di una meravigliosa ambientazione – la Parigi luccicante della Belle Epoque – narra in maniera invero un po’ romanzata e distaccandosi a volte dalla storia originale – ma è il privilegio del narratore questo e lo si deve accettare – la storia di Jo dal suo arrivo a Parigi fino alla sua morte avvenuta nel 1925, soffermandosi in particolare sui pochi anni vissuti con i fratelli Van Gogh ed esaminando il rapporto con Theo, profondamente amato, e con Vincent, con cui la protagonista affronta diversi scontri dovuti al difficile ed irascibile carattere del pittore.

La follia che progressivamente distruggerà la vita prima di Vincent e poi dello stesso Theo crescerà gradualmente sotto gli occhi della donna che, impotente, non potrà fare altro che vedere avanzare la tempesta senza poterla in alcun modo fermare. L’unico privilegio e potere che le resterà, all’indomani della rovina che avrà travolto la sua intera esistenza, sarà restituire dignità ai due fratelli ed in particolar modo a Vincent, il cui nome sarebbe altrimenti inevitabilmente rimasto oscurato dai suoi gesti folli ed insani piuttosto che illuminato dal suo genio.

Attraverso una profonda rete di amicizie e soprattutto grazie al suo dinamismo ed alla sua intraprendenza, la donna riuscì a vendere e far conoscere in tutto il mondo le opere del cognato – quelle per la cui realizzazione il pittore implorava nelle sue lettere denaro al fratello ed oggi vendute alle aste a cifre da capogiro – ma soprattutto regalò a tutti noi la storia dell’affetto dolcissimo e profondo che legò Theo e Vincent accettando di pubblicare le lettere che erano rimaste in suo possesso.

E’ dalla loro lettura – che consiglio assolutamente di affiancare a quella del romanzo per completare la visione d’insieme che i protagonisti di queste pagine meritano – che emerge la sofferenza intima ed al tempo stesso il genio ed il desiderio di emergere che contraddistinsero l’animo del pittore olandese e che ci restituiscono l’immagine di un uomo tormentato, fragile ma ricco di sogni che seppe trovare in un suo fratello, che per tutta la vita gli restò accanto e lo seguì poi nella morte, il suo unico vero amico ed il suo appoggio più grande.

Il Van Gogh protagonista del 2026 – Le principali mostre a lui dedicate in Italia

Treviso, Museo Santa Caterina. Fino al 10 maggio 2026, si è tenuta la mostra “Da Picasso a Van Gogh”, che ha portato in giro per l’Europa oltre 60 capolavori del Toledo Museum of Art.

Udine – Casa Cavazzini: mostra “Impressionismo e modernità”. Fino al 30 agosto 2026. Capolavori dal Kunst Museum Winterthur. L’esposizione presenta oltre 80 capolavori, tra cui celebri dipinti dell’olandese.

Vittoria Caiazza

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