interviste

Unicef, le barrette salvavita

Nelle società opulente ci si può permettere il lusso di sostituire un pasto o entrambi i pasti della giornata con una barretta proteica. Alle latitudini dove, invece, da sempre si fanno i conti con le emergenze alimentari, una barretta o un panetto della consistenza simile a quella di una pastiglia possono fare la differenza tra la vita e la morte. Parliamo delle bustine di cibo terapeutico, lo strumento alimentare che l’Unicef e le principali associazioni sanitario-umanitarie producono e mettono a disposizione della popolazione minorile nei Paesi dove povertà e fame continuano a essere all’ordine del giorno. Entriamo meglio nella composizione e negli utilizzi di questo prodotto con il presidente di Unicef Italia, Nicola Graziano.

Quali sono gli ingredienti di una bustina di cibo terapeutico standard?

L’UNICEF da sempre è alla ricerca di soluzioni efficaci e a basso costo per contrastare il problema della malnutrizione infantile nei paesi in via di sviluppo. Un alleato formidabile è il RUTF (Ready-to-Use Therapeutic Food), un cibo terapeutico per la riabilitazione nutrizionale di bambini a partire dai sei mesi, composto da  farina di arachidi, grasso vegetale, zucchero, maltodestrine, latte in polvere (scremato), con aggiunta di sali minerali e vitamine (A, C, D, E, B1, B2, B6, B12). biotina, acido folico, acido pantotenico, niacina (B3).

Quando è nata l’idea di questo surrogato nutrizionale per risolvere le emergenze alimentari?

Ideato dal nutrizionista francese André Briend nel 1999, che da anni cercava di mettere a punto un alimento terapeutico a basso costo per l’;infanzia in condizioni di emergenza, venne in parte ispirato dalla più famosa crema alle nocciole.

Come sono preparate le bustine, e da chi?

Il RUTF è un composto cremoso in pasta, contenuto in bustine di plastica per alimenti e confezionato in atmosfera protetta – per conservarne i valori nutritivi e preservare il preparato da contaminazione esterna – che permette di recuperare peso in tempi molto rapidi. Dall’aspetto di un panetto di burro, pesa 92 grammi e contiene circa 500 calorie. Il RUTF, il cui brevetto appartiene alla ditta francese Nutriset, è oggi prodotto in franchising da aziende alimentari di paesi in via di sviluppo come Niger, Malawi, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia.

Una bustina di cibo terapeutico al giorno è l’equivalente di due pasti principali?

I protocolli terapeutici prevedono che un bambino gravemente malnutrito possa assumere da 2 a 8 confezioni di RUTF nei primi tre giorni di terapia, passando nelle settimane successive a una dieta in cui viene associato ad altri alimenti terapeutici e non.

Nel 2007 l’UNICEF ha sviluppato, insieme all’OMS un protocollo per la sua  somministrazione a livello domestico  che permette di curare in casa e in autonomia il proprio bambino e guarirlo dalla malnutrizione: una terapia di 8 settimane con 3 bustine al giorno permette di salvare un bambino gravemente malnutrito.   Il grande vantaggio di questo prodotto è che non ha bisogno di essere diluito, occupa poco spazio e ciò consente di abbattere i costi di trasporto. I bambini – che ne apprezzano particolarmente il sapore – possono facilmente succhiarlo direttamente dalla confezione, evitando così di toccarlo con le mani sporche.

Gianluca Vivacqua

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