Maria Mazzotta – Onde
Dolce è guardare dalla riva l’affannarsi degli uomini sul mare agitato dai venti. Da un lato lo spettacolo affascinante, dall’altro il patimento e il periglio: la duplice faccia del mare, ben rappresentata in un verso onirico di Lucrezio. Le onde: la lotta per la vita, per non affondare, per fuggire o per tornare. Il cimento, il travaglio. E “Onde”, di Maria Mazzotta, è un album travagliato, odissiaco, che scava interamente nelle radici della cultura meridionale (dei sud del mondo), in maniera tagliente e meravigliosamente suadente. Il trio Mazzotta, Nobili, Della Modica (voce, chitarre, percussioni) è la nobile compagnia di artigiani che realizza e cammina in un percorso ricco di esperienze e viaggi: non un omaggio ai vari Roberto De Simone e Rosa Balestrieri, ma un degno e finissimo piccolo gioiello di world music. La voce multiforme, dinamica, suadente e a tratti struggente di Maria Mazzotta penetra nelle dinamiche elettroniche e post-rock in una maniera totalizzante ed evocativa ed entusiasma sia per accuratezza sia per ricercatezza. Camaleontico l’arrangiamento, sempre diverso per ogni brano, quasi a voler essere la peculiarità di ciascuno.
Un progetto, questo, che ci rinvita ad ascoltare l’animo umano, che talvolta si trova in una condizione non dissimile da quella di un’isola dispersa o di un porto di mare abbandonato. Come il vento di mare, soffia il fil rouge del disco, che con intensa passione, e appassionata territorialità, ci disegna un percorso che unisce: la Puglia all’Andalusia, come la Campania al Niger. Feat. degni di nota con Bombino in Sula Nu Puei Stare, o la preghiera ancestrale di La Fortuna, e l’amore dannato, ricercato, di Libro d’amore: nelle tracce, sempre di pulsante intensità, si nasconde (ma non troppo) il limite travalicato (sempre con perfetta audacia) da un album che è un anello di congiunzione tra popolar music, elettro e sperimentazione e, soprattutto, una calibrata e sempre lineare proposta di testi-italiano-dialetto, con una notevole penna autoriale a far da particolare nota di merito. Le basi fondanti dell’intera struttura dell’album si basano sull’esperienza musicale (quella fattiva) di Maria Mazzotta, fatta di concerti (oltre 200 in tutta Europa per il tour di “Onde”), oltre che di importanti partecipazioni a premi internazionali. A ciò si aggiunga l’alchemica intesa del “trio” che ci regala, in tempi di dispersione musicale, un disco dall’ampio valore linguistico e culturale, capace, prima di tutto, di captare e farci captare le onde vibranti della sfera intima e personale dell’essere umano.
Sergio Cimmino
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